enfrit

Itinerario archeologico in Sardegna: alla scoperta del sud ovest!

Percorriamo insieme un itinerario archeologico in Sardegna che va alla scoperta del sud ovest dell’isola. Si tratta di una parte di quel territorio chiamato Sulcis, destinazione forse non molto conosciuta, ma sicuramente affascinante e sorprendente. È considerata una delle aree della Sardegna probabilmente meno popolari ma in cui è possibile riscoprire tutto l’antico fascino del Mediterraneo, specialmente nei suoi angoli più nascosti e spettacolari.

vista sul mare aperto dal golfo del leone a gonnesa

Vista panoramica dal Golfo del Leone – Gonnesa

Individuiamo questo territorio come punto di partenza per scoprire alcuni dei tanti siti archeologici in Sardegna, attraversando la costa del sud occidentale dell’isola.

I siti archeologici che visiteremo si trovano per la maggior parte in località costiere e balneari, permettendoci così di ammirare le bellissime spiagge che questa magnifica e unica terra ci regala unitamente ai suoi misteriosi tesori culturali.

Si tratta certamente di un percorso a tappe, che è possibile svolgere in qualsiasi periodo dell’anno, a contatto con la natura e i profumi del mare.

 

 

– Partiamo da Gonnesa, piccolo centro del Sulcis-Iglesiente, lungo la costa sud occidentale, alla scoperta di un sito archeologico di primaria importanza nella Sardegna nuragica: Il Villaggio Nuragico di Seruci.
L’area archeologica si compone di un nuraghe quadrilobato associato ad un villaggio esteso per circa 6 ettari.

 

Vista panoramica del sito archeologico con in nuraghe seruci

Nuraghe Seruci nel territorio di Gonnesa

È considerato uno dei siti archeologici dell’Età del Bronzo più grandi della Sardegna, epoca in cui la torre principale o mastio venne edificata sopra un preesistente nuraghe a corridoio, attualmente ancora in corso di indagine di scavo.
Si contano allo stato attuale circa 200 circoli che compongono numerose unità abitative, il cui modulo è composto da più vani di dimensioni variabili confluenti spesso in una corte centrale.
Il sito nelle sue diverse campagne di scavo ha restituito numerosi reperti che testimoniano l’intensa attività di vita quotidiana in questa grande città preistorica.

 

– Proseguiamo verso sud, lungo la Strada Statale 126 in direzione di Carbonia, dove tappe assolutamente imperdibili sono il Museo Archeologico “Villa Sulcis, che con la sua vasta esposizione consente di ricostruire la storia del territorio Sulcitano, e il Museo di Paleontologia e di Speleologia.
A nord-ovest di Carbonia troviamo la fortezza fenicio-punica di Monte Sirai (750-520 a.C.), dove, su un insediamento nuragico, si possono visitare i resti di un centro fortificato punico, di importanza strategica nel sistema difensivo prima cartaginese e poi romano.
Monte Sirai rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove è possibile rendersi conto e vedere con i propri occhi il passaggio di secoli e culture trascorsi nell’antica terra di Sardegna.

 

sito archeologico di Sant'antioco dove si trova il tofet con urne cinerarie, di ceneri sacrificali

        Urne cinerarie – Tofet di Sant’Antioco 

– Ed ancora verso sud continuiamo per il nostro itinerario alla scoperta dell’incantevole isola di Sant’Antioco, (per estensione la quarta isola del territorio italiano), collegata all’isola madre Sardegna da un ponte ed un istmo artificiale, dove si incontrano numerose testimonianze del passato.
Sulci, antico nome fenicio dell’attuale città di Sant’Antioco, la cui origine risale all’VIII secolo a.C., consente di apprezzare reperti di particolare interesse come, Catacombe, e una Necropoli con numerose Tombe dei Giganti e tombe a vari livelli nella roccia tufacea. È ancora ben visibile anche un tofet, il santuario fenicio-punico, ipogei punici e loculi di età romana.
Il Tempio, fondato intorno all’VIII secolo a.C., è diviso in cortili quadrangolari di varia ampiezza, che ospitano le riproduzioni di numerose urne con ceneri sacrificali, i cui reperti originali sono custoditi nell’adiacente Museo Archeologico Ferruccio Barreca.

 

– Proseguiamo ancora il nostro itinerario in direzione di Santadi, verso l’interno, ad est di Sant’Antioco, con tappa al suo Museo Archeologico situato nel centro storico e inaugurato nel 2001.

– Poi ci dirigiamo appena più a nord, verso Villaperuccio, per la visita alla Necropoli di Montessu. Montessu è la più imponente necropoli di Domus de Janas – le “case delle fate” o delle streghe, secondo la tradizione popolare – della Sardegna meridionale. Nel sito sono presenti circa quaranta Domus de Janas scavate nella roccia in orizzontale di diverse tipologie.

 

rovine dell'antica città di nora sullo sfondo del mare

Rovine di Nora

– Verso sud, seguendo la bellissima strada litoranea Teulada-Pula si può visitare il Museo Archeologico “Giovanni Patroni” a Pula, in cui sono esposti i reperti del villaggio archeologico punico-romano di Nora.

Nora, è con tutta probabilità la città più antica della Sardegna. A testimoniarlo il ritrovamento della “Stele di Nora” che riporta il nome della Sardegna in alfabeto fenicio (custodita attualmente al museo archeologico di Cagliari).

 

 

L’itinerario archeologico di cui sopra può essere utile come guida pratica per invitarvi a visitare questi luoghi affascinanti. Suggeriamo questo percorso sia a coloro che ancora non conoscono il Sud Sardegna e il Sulcis ma cercano una vacanza che unisca bellezza del territorio, misteriosi siti archeologici, splendide spiagge e varietà di paesaggi; sia a chi già conosce questi luoghi ma ancora non ha ancora avuto modo di apprezzarne appieno le meraviglie archeologiche e i misteri di questo splendido angolo di Sardegna.

Buon Sud Sardegna e buon itinerario archeologico a tutti!

Alloggi nel Sud Ovest Sardegna